Il gruppo segue le tracce dei fuggitivi nell'entroterra e raggiunge l'accampamento stagionale del carbonaio Torbjörn Nerofumo Skogson, tenuto in ostaggio da Hilde Spira-Grigia e i suoi. Il tentativo di parlamento degenera in scontro aperto. Brummek cade a terra, Alathor perde lo spadone, e solo un intervento disperato di Padre Jerrard spezza la dinamica del combattimento. Si arriva a una tregua fragile prima che qualcuno muoia.
Lasciata la cala abbandonata, il gruppo imbocca le tracce verso est, nel bosco che dal fiordo sale verso l'entroterra. Padre Jerrard guida la marcia, ma la pista è incerta e dopo mezz'ora la perde. Solo al secondo tentativo la ritrova, più nitida, su un sentiero battuto.
Lagavulin intercetta una trappola rudimentale e la disinnesca senza fatica. Dopo circa quattro ore di cammino dall'approdo, Padre Jerrard nota due fili di fumo sottili levarsi sopra la boscaglia.
Lagavulin va avanti da solo, silenzioso fra gli alberi. Trova una radura con una capanna grande, due più piccole, un ruscello di lato, cataste di tronchi tagliati e una piccola torre di avvistamento alta tre metri dalla parte opposta alla sua. Al centro, una montagnola di terra da cui esce del fumo, una carbonaia in cottura. Davanti alla capanna, un focolaio acceso. Nessuno in vista, nessuna voce sopra il suono dell'acqua.
Tornando al gruppo, Lagavulin riferisce. Gli altri riconoscono i segni del mestiere. È l'accampamento stagionale di Torbjörn Nerofumo Skogson, il carbonaio di Skaldborg, che ogni buona stagione si sposta con la famiglia fra le valli. Che il focolaio sia acceso e la carbonaia incustodita è strano, perché qualcuno deve sempre sorvegliarla, anche solo la figlia quindicenne.
Alathor si muove per primo, in piena vista, fino al focolare. Una freccia si pianta al suolo accanto ai suoi piedi, tirata apposta per mancarlo. Dalla torre arriva il suono di un corno da caccia. Dalla capanna grande si spalanca la porta e l'omone bergamasco del gruppo di Hilde, quello col maglio a due mani e la catena al fianco, carica Alathor urlando di andarsene. Padre Jerrard, rimasto ai margini del bosco, stende uno Scudo della Fede sul paladino, e il colpo del bergamasco va a vuoto.
Brummek risponde con un dardo di fuoco, e Bram lo incassa con un grido di dolore.
Poi tutto si ferma. Sulla porta appare Hilde Spira-Grigia con le mani alzate, chiede parole al posto del sangue. Dalla capanna più piccola esce Orm il flagellante con la balestra già incoccata. Sulla torre, Svala «Occhi Freddi» resta in posizione, arco teso.
Hilde racconta la loro versione. Lo stregone halfling è comparso dal nulla nella nebbia, ha preteso un oggetto preciso, ha massacrato due guardie e uno dei loro compagni, ha ottenuto ciò che voleva e si è dissolto. I documenti della Chiesa in loro possesso sono autentici. La loro missione è segreta, per conto di un ordine che non devono nominare, diretta a Scarahold. Non possono tornare indietro a Skaldborg.
Orm conferma con accenti secchi, di chi non ammette repliche. Per Alathor, Padre Jerrard e Lagavulin le parole suonano vere, almeno in parte. Padre Jerrard fiuta un'omissione ma niente di più. A Brummek, invece, quei due sembrano mentire sfacciatamente.
Alathor chiede di vedere i sigilli. Orm mostra, e sotto l'occhio del paladino tutto sembra regolare. Brummek, accucciato dietro una catasta di legna, insinua ad alta voce che i sigilli siano falsi. Orm non tratta bene l'insulto, chiede al nano come osi tu, manipolatore della magia, mettere in dubbio la veridicità delle mie parole, e si apre la tonaca mostrando le cicatrici delle scudisciate che si è inferto. Alathor, che conosce la materia, gli concede rispetto. Brummek non arretra di un passo.
Hargen prova a strappare un'autorità gerarchica, sostenendo che Alathor è Templare della Fiamma Rauta mentre Orm è soltanto un flagellante, quindi di ordine inferiore. Orm respinge la pretesa senza esitare. È Aureon stesso che guida i suoi passi, dice, ogni preghiera è incisa sulla sua carne.
Alathor offre un ultimo compromesso pacifico. Tornate a Skaldborg, chiarite davanti al capitano Skjold, poi proseguite. Orm rifiuta. La loro missione ha la precedenza sui problemi di un capitano di un villaggio di frontiera.
Hargen perde la pazienza per primo, estrae e carica Bram, e il colpo va a segno.
Da quell'istante esplode il caos. Svala scocca su Brummek dalla torre e pianta una freccia nel torace del mago. Brummek risponde con Fulmine della Strega su Orm, un crepitio di energia elettrica che squarcia la radura. Orm ricarica e scarica la balestra. Hilde estrae spade e pugnale e, ancor prima di muoversi, scaglia il pugnale a distanza e prende Brummek al fianco.
Nel round successivo Brummek tenta un secondo dardo di fuoco, ma la magia gli sfrigola fuori controllo e una lingua di fiamma devia e colpisce Alathor in pieno volto. Il tributo dell'arcano, piccolo ma reale, si insinua nelle ossa del nano.
Orm avanza, ricarica e scarica la balestra a bruciapelo. Brummek crolla a terra privo di sensi.
È il volere di Aureon, ruggisce il flagellante.
Padre Jerrard spezza il ritmo dello scontro con un'invocazione di taumaturgia. Un sussulto del terreno, uno pseudo-terremoto che avvolge Hilde, Bram e Hargen. Tutti e tre vengono colti di sorpresa. Alathor approfitta dell'istante per piombare su Orm, ma in quel momento la lama fiammeggiante gli sfugge di mano, vola per tre metri e si pianta nel terreno accanto al corpo di Brummek. Il paladino resta disarmato.
Starebbe bene lì dove è, commenta Orm osservando la spada caduta.
Svala tira di nuovo. Hargen incassa ma trova il fiato per rimettersi in piedi. Lagavulin, che per tutto il confronto è rimasto sul margine del bosco senza alzare una lama, fa un passo avanti urlando di smetterla, non è il momento di attaccarsi.
Hilde abbassa le armi per prima. Il sangue è già scorso, dice, fermiamoci qui prima che peggiori. Bram, anche tu. Il bergamasco appoggia il maglio al terreno e incrocia le braccia sul pomolo.
Padre Jerrard raggiunge Brummek e lo stabilizza. Il respiro del mago torna regolare ma non si sveglia. Alathor recupera lo spadone. Svala resta sulla torre con l'arco abbassato.
Orm si avvicina al corpo di Brummek e gli sputa in faccia. Ha avuto solo quello che si meritava, dice, Aureon lo ha dimostrato.
Hilde invita Alathor dentro la capanna grande. Lì dentro, la famiglia di Torbjörn è rannicchiata in un angolo, viva ma terrorizzata, tenuta in scacco ma non toccata. Hilde apre un barilotto di birra che non è suo, riempie due boccali e ne porge uno al paladino.
Il parlamento fra le due autorità deve ancora cominciare.
Tregua fragile. Brummek incosciente. La famiglia del carbonaio è in ostaggio nella capanna grande. Il parlamento fra Alathor e Hilde deve ancora cominciare.