Il gruppo entra a Skaldborg per la prima volta come qualcosa di più di passanti. Portano con sé la moglie di Bert — viva, ferita nell'animo più che nel corpo — e un sacco di oggetti che nessuno vorrebbe avere tra le mani. Padre Haldren accetta tutto senza fare troppe domande. Lo spadone, il mazzafrusto, l'elmo cremisi, la mano cadaverica, le due bacchette, il cappello di Flizzlebin. Li prende in custodia. La Chiesa se ne occuperà. Bert è morto — trovato cadavere lungo la strada. Sua moglie è viva. Per ora basta.
Skaldborg è piccola, dura, diffidente con i forestieri — ma non cieca. Il gruppo inizia a conoscere le facce del posto: il Capitano Ragna Skjold che tiene in piedi quel poco di ordine che c'è, il Magistro Sarn mago di corte che osserva più di quanto parli, Mikkel Ravn all'emporio che vende l'essenziale e tiene nota di tutto, Alfhild al Corvo Ubriaco che sa sempre più di quanto dica. Quello che hanno attraversato ha lasciato il segno. Il gruppo raggiunge il secondo livello.
Siete a Skaldborg. Il dungeon è alle spalle. Ma il Nord è ancora davanti a voi — e il Nord non aspetta.